A prima vista la situazione sembra chiara: l’elettricità scorre, le luci sono accese e la Svizzera è strettamente interconnessa con la rete elettrica europea. Perché allora è necessario un accordo sull’energia elettrica con l’UE?
La risposta è semplice: l’attuale situazione funziona, ma si basa su soluzioni transitorie e specifiche. Mentre l’UE integra sempre più il proprio mercato dell’elettricità e rafforza la cooperazione tra i gestori di rete, senza un accordo sull’energia elettrica la Svizzera rischia di venire sempre più esclusa da questi sviluppi. Che l’accordo venga accettato o respinto, lo status quo non esisterà più.
Perché oggi funziona?
Con 41 linee transfrontaliere, la Svizzera è strettamente interconnessa con la rete elettrica europea. Sebbene non faccia parte del mercato interno europeo dell’energia elettrica, Swissgrid può oggi garantire numerosi processi operativi grazie ad accordi tecnici con i partner europei.
Questa collaborazione è attualmente possibile perché i gestori delle reti di trasmissione europee e le autorità competenti adottano spesso soluzioni pragmatiche. Tuttavia, molti di questi accordi sono di natura privatistica, devono essere rinnovati regolarmente e non offrono una tutela giuridica a lungo termine. La situazione attuale è quindi meno stabile di quanto possa sembrare a prima vista.
Perché lo status quo non continuerà a esistere?
L’UE continua a sviluppare il proprio mercato dell’elettricità, integrando sempre più la pianificazione della rete, il commercio di energia elettrica e la gestione del sistema a livello europeo. La Svizzera non partecipa a questi processi su un piano di parità e, senza un accordo sull’energia elettrica, sarà trattata come un Paese terzo.
Le conseguenze sono già visibili: i progetti europei di sviluppo della rete vengono sempre più spesso pianificati senza la Svizzera e importanti regole relative all’esercizio della rete, alle capacità transfrontaliere e ai mercati dell’elettricità vengono definite senza il coinvolgimento svizzero. Sebbene la Svizzera si trovi fisicamente al centro del sistema elettrico europeo, dal punto di vista istituzionale e normativo sta progressivamente perdendo rilevanza.
Quanto più avanza l’integrazione europea, tanto più sarà difficile per la Svizzera fare affidamento su soluzioni su misura.
Il futuro energetico senza un accordo sull’energia elettrica: cosa significa?
Anche in futuro la Svizzera continuerà a dipendere dallo scambio di energia elettrica con i Paesi vicini. In inverno dovrà prevalentemente importare elettricità, mentre in estate ne esporta.
Per consentire questo scambio sono necessarie capacità transfrontaliere sufficienti e garantite nel lungo periodo. Senza un accordo sull’energia elettrica, tali capacità saranno attribuite all’interno dell’UE e le esigenze della Svizzera verranno relegate in secondo piano.
La Svizzera può garantire la sicurezza dell’approvvigionamento anche esclusivamente a livello nazionale, ma solo con notevoli sforzi. La Confederazione prevede infatti investimenti per circa due miliardi di franchi in centrali elettriche di riserva. Tuttavia, queste misure non possono sostituire l’accesso al mercato europeo.
Un accordo sull’energia elettrica rafforza la sicurezza dell’approvvigionamento proprio nei settori in cui la Svizzera dipende maggiormente dall’Europa: il commercio transfrontaliero di energia elettrica, la stabilità della rete e la cooperazione in caso di crisi.
In sintesi: la Svizzera ha bisogno dell’accordo sull’energia elettrica.
Il sistema elettrico europeo e quello svizzero stanno attraversando la più grande trasformazione della loro storia. Le sfide in costante crescita che ne derivano difficilmente possono essere affrontate dalla Svizzera da sola.
Senza un accordo sull’energia elettrica aumentano i rischi per la sicurezza dell’approvvigionamento, i costi sono superiori rispetto a uno scenario con accordo e la Svizzera non è più in grado di difendere i propri interessi nel sistema elettrico europeo senza poter partecipare ai processi decisionali.